Quando tutto trema
Martedì 13 ottobre 2026 · Educazione civica · Giornata internazionale per la riduzione del rischio dei disastri
0Da dove partiamo
L'Italia è un Paese dove la terra trema. Non per fare paura, ma per conoscere e prepararsi: chi sa che cosa fare è più tranquillo.
Obiettivo: quattro parole — pericolosità, vulnerabilità, esposizione, rischio — e che cosa fare a scuola se arriva una scossa.
1Tre previsioni
Da solo, sul quaderno, solo le lettere:
1. Gli scienziati sanno dire quando arriverà il prossimo terremoto?
A · sì, con precisione B · no
2. Siamo in classe e arriva una scossa forte. Che cosa fai durante la scossa?
A · esco di corsa B · mi riparo sotto il banco C · mi metto al centro dell'aula
3. In un terremoto, che cosa fa più male alle persone?
A · la terra che si apre B · gli edifici e gli oggetti che crollano o cadono C · il rumore
Le risposte arrivano dentro le stanze.
2Il gioco delle quattro stanze
In classe abbiamo seguito una storia a fumetti preparata dalla Protezione Civile per le scuole: un gruppo di ragazzi deve superare quattro stanze e quattro prove per uscire. E intanto… tutto trema. Ogni stanza nasconde una parola.
3Stanza 1 · La memoria del territorio
Nella prima stanza c'è un archivio pieno di dati sui terremoti del passato, con alcuni anni: 1976, 1980, 2009, 2016. Il 1980 riguarda proprio la Campania (e la Basilicata): chiedi ai nonni se lo ricordano.
L'Italia è un Paese sismico: negli ultimi mille anni circa 3000 terremoti hanno fatto danni, e quasi 300 sono stati distruttivi.
Previsione 1
Risposta B. Oggi non si può sapere con certezza quando, con quale forza e dove avverrà il prossimo terremoto. Gli scienziati però sanno quali sono le zone più pericolose e che cosa può succedere.4Stanza 2 · Il banco che trema
Nella storia i ragazzi devono costruire una torre di carte su un pavimento che trema. Noi abbiamo provato sul banco.
1. Con gli stessi oggetti (2 quaderni, astuccio, gomma, temperino) costruite due torri: A = alta e stretta · B = bassa e larga, con le cose pesanti in basso.
2. Uno di voi dà 3 colpetti con il palmo sul banco, sempre uguali, prima vicino alla torre A, poi vicino alla B.
3. Sul quaderno: quale torre resiste? Perché?
Regole: i colpetti sono leggeri · gli oggetti restano sul banco · niente si lancia.
Perché la prova sia giusta, la «scossa» deve essere uguale per le due torri: si cambia una cosa sola (come con il pendolo!).
Che cosa succede
Resiste meglio la torre B, bassa e larga, con le cose pesanti in basso. Non basta costruire: conta come si costruisce, cioè la stabilità di tutto l'insieme.5Stanza 3 · Che cosa ci mette in pericolo?
Nella terza stanza i ragazzi fanno una cosa giusta (si riparano nel vano di una porta in un muro portante) e ne trovano una pericolosa: una libreria con mensole stracolme, con le cose pesanti in alto.
Previsione 3
Risposta B. Il terremoto in sé raramente fa male: sono gli edifici costruiti male che crollano e gli oggetti che cadono a ferire le persone.E se la terra trema in una zona deserta? Non succede nulla, perché non c'è niente e nessuno da colpire.
6Giusto o sbagliato?
Leggi ogni carta e decidi: pollice su o giù? Poi tocca la carta per controllare.
7Stanza 4 · L'equazione del rischio
R = P × V × E
rischio = pericolosità × vulnerabilità × esposizione
È una moltiplicazione: se uno dei fattori diventa piccolissimo, anche il rischio diventa piccolo. Ricordi la zona deserta?
a) P la possiamo cambiare?
b) V la possiamo cambiare?
c) E la possiamo cambiare?
Risposte
a) No: è la natura. Ma la conosciamo.b) Sì: costruire bene, fissare i mobili al muro, mettere le cose pesanti in basso.
c) Sì, in parte: sapere dove ripararsi, uscire in ordine, andare all'area di raccolta.
Il terremoto non si può fermare, ma il rischio si può ridurre. (Gli esperti lo calcolano in modo più complicato: la formula è un modo semplice per ricordare che contano tutte e tre le cose.)
8Si copia sul quaderno
RISCHIO = PERICOLOSITÀ × VULNERABILITÀ × ESPOSIZIONE
Pericolosità: quanto spesso e quanto forti possono essere i terremoti in un luogo. Non si cambia, si conosce.
Vulnerabilità: quanto facilmente un edificio o un oggetto si danneggia con una scossa. Si riduce costruendo bene.
Esposizione: persone e cose che si trovano in quel luogo.
Il terremoto non si può prevedere, ma il rischio si può ridurre. A scuola, durante la scossa: sotto il banco; dopo: in fila all'area di raccolta.
9Tre domande per uscire
1. Torna alle tue 3 previsioni: quante erano giuste? Correggi quelle sbagliate con una riga.
2. Scrivi una cosa che si può fare a casa tua per ridurre la vulnerabilità.
3. La terra trema in un deserto e in una città: dove il rischio è più alto? Quale fattore cambia?
Risposte
1. 1 B · 2 B · 3 B.2. Per esempio: fissare al muro librerie e mobili alti; tenere gli oggetti pesanti sui ripiani bassi; appendere i quadri con ganci chiusi; tenere i mobili pesanti lontano dal letto.
3. In città: cambia l'esposizione (ci sono persone ed edifici).
10A casa, se vuoi
- Chiedi ai nonni o ai genitori se ricordano un terremoto. Quando? Dove erano? Che cosa hanno fatto?
- Con un adulto, trova i punti sicuri della tua casa: il vano di una porta in un muro portante, sotto un tavolo robusto. E le cose che potrebbero cadere: c'è qualcosa di pesante in alto?
- Puoi rifare la prova delle due torri sul tavolo di casa, con colpetti leggeri e sempre uguali.